La partecipazione

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Partecipare significa “prendere parte”, condividere scelte e decisioni e poter svolgere un ruolo attivo in un avvenimento o in un processo.

 

Perché ci possa essere partecipazione bisogna che qualcuno (la Pubblica Amministrazione in primis ma anche la società civile stessa) costruisca spazi ed occasioni per sperimentarla e sia disponibile a tenerne conto nella costruzione e nell’attuazione delle decisioni.

Bisogna anche che ci sia una forte domanda sociale di coinvolgimento attivo che muova dal desiderio delle comunità e dei singoli di essere informati e di contare nelle politiche e nei progetti che interessano il loro territorio.

Queste “condizioni della partecipazione” si sostanziano, a nostro avviso, nei requisiti di democraticità, trasparenza, pariteticità, rappresentatività e di libera circolazione delle informazioni, delle opinioni, dei saperi e delle progettualità.

 

Il concetto di partecipazione e le strategie per la sua realizzazione sono dunque strettamente connesse alla democrazia e al suo processo di affermazione. La partecipazione rappresenta indubbiamente una delle più importanti sfide democratiche per le strategie della sostenibilità.

Nel caso delle politiche per la sostenibilità e per il governo del territorio, alle quali questo sito in particolare si rivolge, la partecipazione delle comunità locali assume inoltre una particolare rilevanza per il fatto che il successo di tali politiche passa in buona parte attraverso la responsabilizzazione degli operatori, la modifica degli stili di vita dei cittadini/consumatori e la cooperazione delle comunità con i servizi ambientali, idrici ed energetici (si pensi alla raccolta differenziata dei rifiuti urbani e ai consumi idrici ed energetici anche domestici).

 

I governi e le organizzazioni internazionali da tempo hanno riconosciuto l’importanza di stabilire un colloquio consapevole tra autorità, amministrazioni e cittadini.

A livello internazionale, il Vertice della Terra su Ambiente e Sviluppo di Rio de Janeiro (1992) ha sancito per la prima volta il coinvolgimento dei cittadini nella politica ambientale, quale principio cardine dello sviluppo sostenibile: il Principio 10 della Dichiarazione di Rio afferma infatti che la maggiore efficienza nella gestione ambientale si raggiunge con la partecipazione di tutti i cittadini e l’accesso alle informazioni ambientali detenute dalle autorità pubbliche; più specificamente, l’Agenda 21 raccomanda ai governi di sviluppare politiche ambientali coinvolgendo tutti i settori economici e sociali nella promozione della sostenibilità (capitolo 28).

Questa valorizzazione della partecipazione ha poi trovato ulteriori conferme nel contesto europeo con la Carta di Aalborg del 1994 fino a giungere all’affermazione del pieno diritto dei cittadini ad una piena ed effettiva democrazia, trasparenza e partecipazione nella gestione dell’ambiente con la Convenzione di Aarhus del 1998 e con la Direttiva sulla Valutazione Ambientale Strategica (VAS) del 2001. Infine una pietra miliare per il pieno riconoscimento del ruolo delle comunità locali si afferma con la Convenzione Europea del Paesaggio del 2000.

 

Per raggiungere l’obiettivo di influenzare significativamente l’esito dei percorsi territoriali e dunque di incidere sui processi decisionali che dovrebbe caratterizzare la partecipazione è a nostro avviso indispensabile che essa diventi componente strutturale dei processi di formazione e di attuazione delle decisioni e perché questo possa avvenire bisogna che la partecipazione sia, in estrema sintesi:

  • finalizzata;
  • organizzata;
  • capace di influire sull’operatività e sulla mobilitazione delle risorse;
  • capace di accompagnare l’intero percorso, dall’ideazione alla realizzazione fino alle fasi di gestione e monitoraggio;
  • in grado di coinvolgere un numero congruo di portatori di interesse;
  • autorevole e riconosciuta/legittimata come tale dai decisori;
  • trasversale, capace quindi di coinvolgere i soggetti che non pur non avendo competenze e prerogative dirette possono esercitare una significativa influenza sui problemi o sulle soluzioni;
  • in grado di far emergere i punti di vista e gli interessi di valenza generale e non solo una sommatoria di istanze settoriali e particolari;
  • capace di comunicare efficacemente all’esterno del proprio contesto le analisi e le proposte;
  • in grado di suscitare disponibilità ed interesse che inducano i partecipanti a farsi carico, in una logica di sussidiarietà, della quota parte di innovazioni che li tocca più da vicino tra quelle che il processo ha indicato come necessarie.

 

Partecipazione vis a vis ed e-Participation