Il 13, 14 e 15 settembre 2013 a Milano il workshop "I codici (software) della democrazia: piattaforme web per una nuova politica"

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Il tema della partecipazione nei sistemi politici è oramai al centro del dibattito globale: la stessa identificazione dei movimenti di protesta con un hashtag #occupy mostra inequivocabilmente la stretta correlazione tra fenomeni sociali e tecnologia. E di qui ci si interroga sul ruolo del web come abilitatore non solo di proteste ma anche di pratiche di governo aperte e collaborative, in risposta alle pressanti richieste di nuove forme di democrazia.

Questo tema ha raggiunto una particolare rilevanza in Italia a partire dalle più recenti tornate elettorali, generando tuttavia un dibattito troppo spesso semplificato sulle potenzialità ed opportunità non solo comunicative ma soprattutto deliberative che un uso più attento e strutturato del web può offrire.

Che differenza c'è tra LiquidFeedback e Airesis ? e tra Tu Parlamento promosso da Laura Puppato e il Parlamento Elettronico di cui il Movimento 5 Stelle ha avviato la sperimentazione? come sono state progettate e gestite le consultazioni promosse prima dal Governo Monti e ora dal governo Letta? con quali risultati? e soprattutto: riuscirà l'uso di questi strumenti, a migliorare l'esercizio della democrazia nel nostro Paese?

Negli ultimi mesi, si è parlato molto sui media di questi temi, non sempre a proposito. Spesso confondendo le piattaforme software, le iniziative di partecipazione che le utilizzano e le piattaforme politiche che (sempre più) ricorrono a tali strumenti di partecipazione e deliberazione online per rispondere alle pressanti richieste di nuove forme di democrazia.  

Il rapporto su  “I Media Civici in ambito parlamentare” (pubblicato dal Servizio Informatica del Senato della Repubblica e curato da Fondazione <ahref) ha avviato l'analisi, ma ora serve un confronto diretto tra i progettisti delle varie piattaforme software e coloro che hanno avviato e gestito esperienze di consultazione e raccolta di proposte da parte dei cittadini, in un contesto che dia spazio anche a considerazioni “di scenario” internazionale,  culturale (dal punto di vista di diverse discipline) e politico.  Nella convinzione che l'interazione via rete non può sostituirsi a quella fisica, ma la arricchisce e trasforma fino a incidere, con le scelte fatte nello sviluppo dei software, sulle modalità della partecipazione democratica.

Per questa ragione si è scelto
I CODICI (software) DELLA DEMOCRAZIA
come titolo del workshop che si terrà a Milano il prossimo 13-14-15 settembre organizzato dal Dipartimento di Informatica e Comunicazione, con la collaborazione di Fondazione RCM (con il patrocinio del Comune di Milano). Dati i tempi che corrono, sarà un workshop organizzato davvero al risparmio: il contributo del Dipartimento servirà a coprire le spese di chi viene dall'estero.

Una più ampia presentazione del workshop, che sarà aperto dal Rettore dell'Università degli Studi di Milano, e il dettaglio delle sessioni sono (e saranno via via aggiornate) sul sito
http://codicidellademocrazia.partecipate.it/
Hanno accettato di moderare le varie sessioni giornalisti che hanno seguito questi temi con grande competenza.

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