Partecipazione vis a vis ed e-Participation

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Un obiettivo peculiare della mission della Fondazione RCM è quello di avvicinare e, ove possibile, integrare le più consolidate metodologie della partecipazione vis a vis sul territorio con gli strumenti e gli ambienti della partecipazione in rete (in particolare attraverso la piattaforma integrata per l’e-participation OpenDCN, appositamente concepita per questo scopo) per coniugare l’interazione via rete con lo spirito di comunità che ancora anima o può rianimare le nostre città, i nostri quartieri e i luoghi di vita delle persone.

Se è pur vero, a nostro avviso, che gli strumenti, le metodologie e le esperienze vis a vis della partecipazione restano insostituibili sotto il profilo della conoscenza reciproca, dell’empatia tra le persone, della possibilità di far evolvere e “contaminare” punti di vista ed idee e dell’interazione personale per il lavoro comune, occorre tuttavia tener conto che nei contesti e nelle occasioni in cui viene offerta ai cittadini la possibilità di partecipare è chiaro che il primo nodo da sciogliere è quello delle modalità e del “luogo” in cui i cittadini potranno esercitare la loro opzione partecipativa.

Una parte delle criticità che hanno segnato la storia degli ultimi dieci anni dei processi partecipativi, in Italia in particolare, trae origine dal fatto che, pur in presenza di alcuni promotori (Pubbliche amministrazioni) disponibili al confronto e al recepimento di istanze e contributi dalla comunità in ordine a temi e progetti d’interesse generale, gli strumenti, gli ambienti e le metodologie di comunicazione e iterazione si sono rivelate inadeguati, frustranti o inaccessibili per i partecipanti o i potenziali partecipanti. Il ricorso, pressoché unanime, a percorsi e metodologie di interazione che presuppongono la compresenza fisica delle persone ha rappresentato e rappresenta indubbiamente uno dei maggiori vincoli al riguardo: i contesti dei Forum dell’Agenda 21 locale, dei tavoli di lavoro, dei focus group, dell’assemblea pubblica se da un lato propongono un ambiente insostituibile sotto il profilo dell’interazione diretta tra le persone, dall’altro possono creare una situazione che determina esclusione o pregiudizio per una partecipazione larga, vivace ed efficace.

In queste occasioni, la difficoltà a prender parte come si potrebbe o come si vorrebbe, si manifesta innanzitutto nella difficoltà a presenziare per disagio (distanze, orari, impegni, età, salute … ) o a presenziare con continuità. Se invece si partecipa al forum o alle altre iniziative partecipative nel territorio, possono insorgere altri fattori di criticità che riguardano:

  • la disomogeneità nel possesso o nell’accesso alle informazioni importanti che potrebbero permettere di influenzare il dibattito o i suoi esiti,
  • la difficoltà di apportare i propri contributi informativi o di palesare le proprie opinioni o proposte a causa della mancanza di tempo durante gli incontri (conta anche molto il rapporto tempo a disposizione / numero di partecipanti) o della rarefazione degli incontri, della mancanza di pariteticità che si manifesta nel gap tra ruoli forti e ruoli deboli sin dalle prime battute del percorso, di una scadente organizzazione dei lavori che privilegia l’ex-cathedra o di carenze nella facilitazione del tavolo, ovvero di difficoltà personali ad esporre coram populo le proprie opinioni),
  • la difficoltà a finalizzare il dibattito e a concluderlo con l’assunzione di deliberazioni o scelte precise.

Si tratta di criticità niente affatto sporadiche nei processi partecipativi vis a vis che per loro natura richiedono un’interazione sincrona e che possono trovare risposte e soluzioni interessanti ed innovative – anche se non necessariamente risolutive - negli ambienti e negli strumenti di partecipazione on line, caratterizzati da una interazione asincrona e che può avvenire secondo le disponibilità ed esigenze di ciascuno, consentendo un’espressione ponderata delle idee, proposte e pareri da parte dei partecipanti.

Ma non è solo questo; la partecipazione attraverso la rete (e-participation) infatti presenta propri specifici requisiti e potenzialità che sono riconducibili tra l'altro alla moltiplicazione delle possibilità di contatto e interazione tra gli utenti ed anche di visibilità, aggregazione e di "trascinamento" che possono avere i singoli, le loro idee e le loro proposte.

La continua evoluzione degli strumenti e degli ambienti di e-participation e l'attenzione che suscitano i social network come moltiplicatori di scambi tra le persone e di visibilità individuale e di gruppo delineano infatti una prospettiva di medio periodo che vede l'uso della rete come veicolo di interazione attiva tra pari sempre più diffuso in ogni strato sociale e sempre più a portata di mano per tutti.

Nello specifico i processi partecipativi possono essere supportati da ambienti e strumenti per la partecipazione on line in grado di:

  • favorire il dialogo costruttivo tra cittadini, tecnici ed amministratori locali,
  • finalizzare la partecipazione ad un obiettivo specifico,
  • facilitare l’assunzione di decisioni condivise fra i partecipanti attraverso l’espressione di adesione ad una deliberazione o attraverso l’espressione di orientamenti e gradimenti di proposte in alternativa (“consultazione on line”),
  • svolgere processi partecipativi articolati in fasi in particolare nella definizione condivisa degli obiettivi di progetto e nella costruzione-attuazione di proposte, piani e progetti,
  • svolgere riunioni on line analoghe per finalità e modalità d’interazione agli incontri vis a vis,
  • informare una platea più vasta delle risultanze di un processo di partecipazione.

Un altro elemento che caratterizza l’interazione on line che ci interessa particolarmente è costituito dalla ricchezza ed attrattività del patrimonio informativo necessario al dibattito che può essere costruito e condiviso in rete.